Controllo Farmacologico della Riproduzione - Freedom Co. S.r.l.

Controllo Farmacologico della Riproduzione

Controllo Farmacologico della Riproduzione

 

Una prospettiva più moderna di controllo delle nascite dei colombi randagi è rappresentata dalla somministrazione di sostanze ad effetto antifecondativo, in grado di deprimere per tempi più o meno lunghi l’attività riproduttiva di questi animali.

Sino a pochi anni fa era registrato in Italia un unico mangime trattato con progesterone (quindi di tipo ormonale) che portava alla mancata ovodeposizione. Tale prodotto doveva però essere assunto quotidianamente ed in grandi quantità, cosa che rendeva molto difficoltoso produrre un effetto realmente efficace.

Dal 2001 è stata registrata una nuova molecola in grado di indurre sterilità temporanea nei colombi, sia maschi che femmine: la Nicarbazina.

Gli effetti limitanti la capacità riproduttiva, evidenziati nelle galline ovaiole in seguito al trattamento con Nicarbazina, hanno suggerito l’impiego di questa molecola per il controllo delle nascite del colombo.

La Nicarbazina è utilizzata normalmente da molti anni per il controllo della coccidiosi nell’allevamento dei polli da carne. E’ pertanto in grado di controllare la coccidiosi dei colombi e contribuisce a migliorare le loro condizioni generali di salute rendendoli più resistenti ad altre malattie infettive.

Il principio attivo impedisce la maturazione dell’uovo ancora prima della fecondazione, inducendo modificazioni morfofunzionali, a carico dell’apparato riproduttore, e comportamentali negli animali trattati. Tali effetti si mostrano del tutto reversibili, pertanto, con l’interruzione del trattamento, gli animali riprendono la normale attività riproduttiva.

La Nicarbazina, già al dosaggio più basso (50 ppm), interferisce sull’attività riproduttiva del colombo, riducendo del 33,3% le popolazioni trattate al primo anno di trattamento.

L’applicazione d’uso della nicarbazina alla base del farmaco “Ovistop” assieme alla particolare formulazione hanno ottenuto un brevetto Europeo al n° 0807430. Il prodotto si presenta sotto forma di grani di mais rivestiti del principio attivo e successivamente da un silicone alimentare che impedisce la diffusione diretta della nicarbazina nell’ambiente. La scelta dell’utilizzo del grano di mais quale esca alimentare è stata determinata dalla sua pezzatura che, di fatto, lo rende consumabile dai colombi e non da volatili di minori dimensioni e quindi non oggetto delle campagne di contenimento.

L’esame critico dei risultati delle sperimentazioni sull’impiego della Nicarbazina nei colombi urbani, ha mostrato l’assoluta atossicità dei trattamenti con questo farmaco.

Il trattamento con la Nicarbazina non rende sterili i piccioni in via definitiva, ma perfettamente in grado di riassumere rapidamente le loro funzioni riproduttive.

Con dettagliate analisi svolte in osservanza delle linee guida europee, concluse con elaborazioni statistiche dei dati, gli studi sperimentali controllati effettuati sul campo ed in cattività hanno confermato l’effetto inibente i processi riproduttivi del colombo senza sostanziali effetti tossici, pertanto in forma totalmente reversibile.

Il trattamento sterilizzante con Nicarbazina è utilizzato ormai da molti comuni italiani e anche da numerose città europee e americane per il controllo delle popolazioni di colombi urbani.

I risultati ottenuti con questo trattamento generalmente sono stati:

  • primo anno di trattamento: crescita zero, con notevole riduzione degli individui trascorso l’inverno, a causa della normale mortalità determinata dalla stagione sfavorevole;
  • anni successivi: diminuzione progressiva del numero degli individui della popolazione di colombi.

Nel protocollo del Programma di contenimento dei colombi a mezzo di somministrazione di mangime sterilizzante a base di Nicarbazina per il primo anno di applicazione è previsto, come risultato, il semplice mancato aumento degli individui. E’ stato però osservato anche un fenomeno di migrazione di alcuni individui determinato da motivazioni di opportunità. Infatti le popolazioni di colombi sono formate sostanzialmente da due nuclei. Il primo nucleo è composto dalle coppie già formate, i colombi sono monogami, e il secondo da single in attesa che dal primo gruppo provengano nuovi individui con cui andare a formare nuove coppie.

Se il primo nucleo non produce più nuovi nati, i single in attesa, dopo un certo tempo, avendo riscontrato che quella popolazione non è più fertile, e quindi in pericolo di sopravvivenza, può decidere di emigrare verso colonie più feconde e quindi in grado di permettere la continuità delle specie. Questo fenomeno ha determinato un successo molto più incisivo di quello promesso dal protocollo per il primo anno d’intervento, infatti in diverse città (quali ad esempio Rimini e Como) si sono riscontrate riduzioni delle popolazione dei colombi pari al 30-35% già alla fine del primo ciclo di somministrazione del prodotto.

 

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