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Etologia

Freedom Co. S.r.l. – Etologia

 

Il colombo di città e di piazza discende, come tutte le altre razze di colombi domestici, dal colombo selvatico (Columba Livia), con cui tuttavia non può essere minimamente identificato. Quest’ultimo è infatti una ben precisa entità della nostra fauna selvatica, specificatamente protetta ed ormai assai ridotta, sia come numero che come estensione dell’areale; lo si ritrova ancora in colonie isolate lungo l’Appennino centro-meridionale, nel Carso Triestino e in alcune isole mediterranee.

Il colombo di città ha invece la sua origine prossima in colombi domestici sfuggiti alla cattività ed insediatisi nei centri urbani. La sua è dunque un’origine composita ed è per questo che da città a città i colombi hanno spesso un’altro aspetto ben riconoscibile e caratteristico, dovuto e connesso al tempo stesso alle razze domestiche più comunemente allevate all’intorno. Le ragioni del suo sviluppo – o più spesso del suo ipersviluppo – all’interno del tessuto urbano sono oltremodo semplici: la città, come ambiente ecologico specializzato ed artificiale, gli offre cibo e protezione ed esclude il pericolo rappresentato dai competitori e dai predatori specifici.

Le costruzioni stesse sono poi un surrogato di quello che era l’ambiente di elezione della specie – le pareti rocciose – e costituiscono quindi un habitat ideale. Inoltre il colombo, provenendo da razze domestiche a suo tempo selezionate per la produttività, ha un ciclo riproduttivo virtualmente ininterrotto lungo l’arco dell’anno ed ha quindi elevate capacità di propagazione. La possibilità di trovare sempre cibo permette inoltre un alto tasso di sopravvivenza ai nidiacei e ai giovani.

Il colombo di città è dunque da considerare specie commensale dell’uomo, a cui sottrae risorse sotto forma della enorme quantità di graniglie che giornalmente trova o che gli vengono distribuite da parte di cittadini zoofili. Un basso numero di colombi non rappresenta un danno per la città ed ha una interazione solo marginale con l’uomo e con la sua attività. Quando invece la densità di soggetti diviene elevata sia a livello medio, lungo tutto il tessuto urbano, sia in punti determinati spesso di interesse storico ed artistico, si va verso una serie di negative conseguenze in campi diversi.

Nell’igiene urbana il guano prodotto dai colombi imbratta strade ed edifici e si accumula insieme ai vecchi nidi, piume, esemplari morti, in soffitte e sottotetti attirandovi altri indesiderabili ospiti (topi e ratti) e permettendo lo sviluppo, nel guano in fermentazione, di miceti patogeni. L’azione corrosiva del guano accelerata sia dell’instaurarsi di microrganismi, sia dall’azione delle unghie dei colombi stessi che scalfiscono la superficie dei materiali, produce poi danni irreversibili e rapidi al patrimonio artistico ed architettonico con macroscopiche alterazioni delle superfici lapidee.

La presenza dei colombi nei depositi e nei mercati interferisce poi con la lavorazione e lo stoccaggio delle derrate e ciò specialmente in quei punti di vendita, sotto tettoie, che finiscono per dare rifugio preferenziale agli uccelli. Importanti sono i riflessi – tutti negativi – sulla salute pubblica esistendo ed essendo provata la possibilità di trasmissione di malattie infettive e parassitosi dal colombo e dai suoi parassiti all’uomo.

ASPETTI DI BIOLOGIA

Il colombo di città adulto ha un peso corporeo di 300/400 gr ed è caratterizzato di livree di colorazione variabile. La sua dieta giornaliera è di circa 30 gr di cibo secco ed è costituita per lo più da cereali e leguminosi integrati con piccoli germogli, erbe, molluschi.

Ha bisogno di ingerire dai 60 ai 90 gr di acque al giorno. La vita media della specie è di circa cinque anni e gli adulti sono rigidamente monogami pur vivendo in gruppi numerosi. I due sessi non sono morfologicamente ben differenziati (dimorfismo sessuale) e l’accoppiamento si realizza dopo un complesso corteggiamento. Il nido, costituito in modo molto rozzo con frammenti vegetali o di materiale di varia natura, è collocato in un anfratto, cavità o semplici sporgenze che offrano, sufficiente base di appoggio e protezione. La femmina dopo circa dieci giorni dall’accoppiamento depone un primo uovo seguito, a due giorni di distanza, da un secondo. Normalmente la covata è costituita da due uova che vengono incubate da entrambi i genitori alternativamente.

Lo sviluppo embrionale dura circa 18 giorni. Lo svezzamento dura circa 3 settimane, dopo di che i genitori possono impegnarsi in una nuova covata, spesso già iniziata prima dell’involo del primo piccolo. L’individuo giovane raggiunge la maturità sessuale a 6 mesi. Alle nostre condizioni meteorologiche si è calcolato che una coppia ovodeponga 5-6 volte all’anno con una sopravvivenza della prole allo svezzamento di circa il 45% : in pratica la popolazione è in grado di raddoppiarsi nell’arco di tempo di un anno. La presenza di colonie anche numerosissime di colombi di città può determinare, e di fatto determina, notevoli conseguenze igienico-sanitarie. Questo volatile infatti è portatore di numerosissimi agenti patogeni in grado di interessare anche la salute dell’uomo. Tra le patologie conseguenti ricordiamo anzitutto la Ornitosi, originaria da un virus (Chlamidia psittaci) che provoca nell’uomo infezioni del sistema respiratorio. Vi è poi la Salmonellosi il cui agente patogeno (Salmonella sp.), eliminato con le feci, può contagiare l’uomo per contatto diretto o indiretto, ad esempio attraverso l’assunzione di cibi precedentemente resi infetti dal contatto con insetti trasportatori come le mosce. L’infezione batterica è caratterizzata da disturbi di natura intestinale (gastroenteriti).

Attraverso le feci il colombo può inoltre eliminare uova di Ascari che possono infestare animali domestici, cani e gatti. Il mantello di questi volatili dà infine ospitalità a numerosi ectoparassiti, fra cui l’Argas reflexus, una zecca sospetta di essere vettore di una Spirocheta, del genere Borelia, patogena nei confronti dell’uomo e responsabile di contagi con diffusione epidemica.

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