Conoscere la Zanzara Tigre - Freedom Co. S.r.l.

Conoscere la Zanzara Tigre

Conoscere la Zanzara Tigre

 

Zanzara Tigre

INQUADRAMENTO SISTEMATICO

Ordine: Diptera
Famiglia: Culicidae
Genere: Aedes
Sottogenere: Stegomya
Specie: albopictus

Specie affine sotto l’aspetto  morfologico e bio-ecologico è Aedes aegypti (vettore primario di febbre gialla e Dengue) non presente in italia.

AREALE D’ORIGINE E DISTRIBUZIONE MONDIALE

Aedes albopictus ha l’areale d’origine nella regione biogeografica orientale (Banglades, Cambogia, Isole Chagos, Cina, India, Indonesia, Giappone, Laos, Malesia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tailandia, Vietnam) estendendosi a nord-est a quella Paleartica (nord della Cina, Corea, Giappone fino al 40°nord). Dall’ambiente silvicolo dove utilizzava piccole raccolte di acqua (cavità negli alberi, fusti di bambù spezzti, ascelle fogliari, ecc.) ha poi colonizzato prima l’ambiente suburbano e quindi quello urbano dove ha trovato possibilità di sviluppo in varie e molteplici raccolte d’acqua di piccola o modesta dimensione di origine antropica. Dalla seconda metà del secolo scorso dalla regione biogeografica orientale si è estesa a quella Afrotropicale (Cameroon, Djibouti, La Réunion, Madagascar, Mauritius, Nigeria, Sud Africa, Seychelles), a quella Neartica (in 25 stati degli USA), Neotropicale (Argentina, Bolivia, Brasile, Isole Cayman, Colombia, Cuba, Repubblica Dominicana, El Salvador, Guatemala, Messico), e nell’Australasia (Isole Caroline, Fiji, Indonesia, Isole Solomon, Isole Marianas, Isole Hawaii, a nord e a est dell’Australia).

Nella regione Paleartica, nella parte europea, la Zanzara Tigre è stata segnalata per la prima volta in Albania (1988), quindi  in Italia (1990). Attualmente è stata rinvenuta in Francia, Spagna, Svizzera (Canton Ticino), Belgio, Montenegro e Israele. “Aedes albopictus” è una zanzara sinantropica, ovvero essa vive, alle nostre latitudini, a stretto contatto con l’uomo. La gran parte dei focolai che questa zanzara è in grado di sfruttare è creata dall’uomo e dalle sue attività. Mentre nelle regioni di origine (Sud Est asiatico) essa depone le uova nelle piccole cavità di tronchi cavi, nelle nostre latitudini questo culicide ha dimostrato di avere una grandissima capacità di adattamento. Aedes albopictus è stata in grado di adattare alle sue necessità una vastissima gamma di situazioni per lo svolgimento del suo ciclo larvale. Esse possono infatti deporre le uova in piccoli contenitori, purchè di colore scuro, quali ad esempio: pneumatici (che sembrano essere stati il veicolo di distribuzione di questa zanzara dalle sue zone di origine ad altre latitudini), vasi per fiori, sottovasi, barattoli abbandonati, vaschette e, in grande misura, anche i tombini per la raccolta dell’acqua piovana. La lotta a questa zanzara è quindi resa assai difficoltosa proprio per la molteplicità dei focolai larvali entro i quali essa può sviluppare. Gli interventi di tipo adulticida abbattente possono essere solamente strumento di risoluzione per fenomeni di dimensioni limitate e non possono rappresentare una reale metodologia di contenimento, anche per la mancanza di selettività che li contraddistingue. Mentre un’efficace metodologia di lotta nei confronti di questa zanzara è rappresentata dagli interventi antilarvali da eseguirsi sui focolai larvali con le cadenze e le metodologie determinate dalla conoscenza del ciclo biologico, delle necessità in termini di fotoperiodo, temperatura e quant’altro necessario allo sviluppo di questa zanzara.

BIOLOGIA

Le uova sono deposte sulle pareti di qualsiasi piccolo contenitore di acqua stagnante appena sopra la superficie della stessa. Esse schiudono quando vengono sommerse in adatte condizioni di temperatura e di fotoperiodo, che in Emilia Romagna si verificano di norma a partire dal mese di aprile. Le uova deposte nella tarda estate superano l’inverno. Da esse schiudono le larve che attraverso 4 età raggiungono lo stadio di pupa, dalla quale emerge l’adulto che abbandona l’ambiente acquatico. Nei mesi estivi il ciclo uovo-adulto si completa in una decina di giorni e i cicli si susseguono di norma fino al mese di ottobre inoltrato. La femmina adulta ha bisogno di sangue per maturare le uova; punge di giorno soprattutto all’aperto e all’altezza delle gambe. Sosta tra la bassa vegetazione dove digerisce il pasto di sangue. In genere si sposta di pochi metri dal focolaio.

Ciclo di vita

Sino al 2007 la zanzara tigre non aveva trasmesso malattie tropicali nell’emisfero settentrionale, ma l’Istituto Superiore della Sanità e gli organismi di controllo sanitario internazionali avevano predetto che questa evenienza sarebbe accaduta nei paesi europei. L’epidemia di Chikungunya che ha coinvolto il territorio di Ravenna e Cervia nel 2007 ha colpito 247 persone. La zanzara tigre è in grado di trasmettere anche altre malattie oltre al virus Chikungunya, quali ad es. il Dengue. Diversamente dalle zanzare comuni, la zanzara tigre non colonizza larghi specchi d’acqua stagnante, come ad esempio stagni, paludi, pozzanghere, fossi.

 Essa invece compie lo sviluppo larvale in piccole raccolte d’acqua stagnante, di qualsiasi tipo, come ad esempio:

  • tombini stradali pubblici e privati con permanenza di acqua sul fondo;
  • vasi e sottovasi ripieni d’acqua per almeno una settimana;
  • contenitori per raccolta temporanea dell’acqua nei giardini;
  • contenitori abbandonati (lattine, vasi, secchi, bidoni);
  • pneumatici abbandonati o stoccati all’aperto con acqua al loro interno;
  • vasche e fontane;
  • raccolte d’acqua nelle grondaie

 
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